Definizione

Il termine indifferenza (dal latino indifferentia, composizione di in (privativo) e differentia, senza differenza) in filosofia può significare:

  • tranquillità d’animo espressa senza desiderio o rifiuto di fronte ad un oggetto;
  • comportamento tale che, all’atto di prendere una decisione tra due alternative, non si sceglie né l’una né l’altra perché vengono considerate ininfluenti e incapaci di produrre cambiamenti rispetto alla condizione esistente.

Con quest’ultimo significato il tema dell’indifferenza coinvolge quello della libertà poiché nella condizione di disinteresse viene a mancare la volontà che decide la scelta. Quando infatti ci si trova di fronte a dei motivi di una scelta che si presentano dello stesso valore ci si ritrova in una situazione che è stata definita come lalibertas indifferentiae[1], lo stato cioè in cui la volontà è sospesa e da cui si esce con «l’autodeterminazione attiva del volere che getta sul bene finito scelto il peso del suo desiderio».[2]

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Nella filosofia antica il concetto di indifferenza trova rilievo soprattutto nell’ambito delle scuole socratiche cosiddette minori quali lo scetticismo e in quest’ambito nei suoi maggiori esponenti: Pirrone e Timone di Fliunte.

Accentuando la posizione delle dottrine precedenti che consideravano la conoscenza sensibile incerta e contingente, gli scettici negano la possibilità di qualsiasi conoscenza in cui si possa riporre fiducie e perciò sostengono che «le cose ci appaiono uguali per quel che concerne la loro credibilità o non credibilità»[3]. In conseguenza dell’impossibilità di apprendere il vero si dovrà sospenderà ogni giudizio, (epoché) e si rinuncerà ad affermare o negare (aphasia) qualunque espressione «per non essere in grado di dire a quale delle cose proposte bisogni prestare o non prestare fede»[4]. In questo modo il saggio si caratterizzerà per

  • l’atarassia (imperturbabilità)
  • l’apatia (libertà dalle passioni) e
  • l’adiaforia (l’indifferenza nel preferire o meno qualsiasi cosa).

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Viviamo in tempi e società dove tutto è una corsa, dove, non ci sono più parametri, non ci sono più principi, ognuno pensa a se stesso, è indifferente a tutto ciò che accade intorno a lui o lei, dove nemmeno la vita a più un senso.

Questo stile, modo di vita sta entrando anche nelle chiese, dove ognuno viene semplicemente per sentire una parola la domenica, ma rimane indifferente alla parola ricevuta, alle attenzioni, avvertimenti che il Signore sta portando alla sua chiesa.

Cristiani che stanno diventando, insensibili, indifferenti al peccato, pensando che se non affetta la loro vita non è un problema, ma forse il problema è proprio nella loro casa e non fanno nulla, anzi hanno imparato a conviverci (io non do fastidio al peccato ed il peccato non da fastidio a me), senza rendersi conto che sono già sottomessi al peccato.

Cristiani che stanno diventando indifferenti alla sana dottrina, ai sani principi (siamo tutti fratelli, tutti uguali, serviamo allo stesso Dio ecc ecc…), indifferenti anche alla salvezza, senza avere una posizione ferma di quale è il piano di salvezza, battezzando secondo la richiesta.

Cristiani indifferenti davanti alla chiamata divina di Dio, per il fatto di essere troppo occupati nelle proprie necessità.

E tanti altri esempi di indifferenza verso Dio, che stanno portando molti a raffreddarsi e spegnersi piano piano verso una morte spirituale.

L’indifferenza rende le persone superficiali in ogni cosa, e diventa difficile ascoltare, ricevere ciò che ci stanno cercando di trasmettere, fino a voltare le spalle, rifiutare ogni cosa.

 

Ebrei 12:18-29 La Nuova Diodati (LND)

18 Voi infatti non vi siete accostati al monte che si poteva toccare con la mano e che ardeva col fuoco, né alla caligine, né alle tenebre, né alla tempesta, 19 né allo squillo di tromba, né al suono di parole, che quelli che l’udirono richiesero che non fosse piú rivolta loro alcuna parola, 20 perché non potevano sopportare il comando dato: «Quand’anche una bestia tocca il monte, sia lapidata o uccisa con frecce»; 21 e tanto spaventevole era ciò che si vedeva che Mosè disse: «Io sono tutto spaventato e tremante». 22 Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, 23 all’assemblea universale e alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti, 24 e a Gesú, il mediatore del nuovo patto, e al sangue dell’aspersione, che dice cose migliori di quello di Abele. 25 Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo, 26 la cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo». 27 Or questo “ancora una volta” sta ad indicare la rimozione delle cose scosse come di cose che sono fatte, affinché rimangano quelle che non sono scosse. 28 Perciò, ricevendo il regno che non può essere scosso, mostriamo gratitudine, mediante la quale serviamo Dio in modo accettevole, con riverenza e timore, 29 perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante.

Ebrei 12:18-29La Bibbia della Gioia (BDG)

 

18 Voi non dovete avvicinarvi a una montagna di questo mondo, come fecero gli Israeliti che si avvicinarono al Monte Sinai, quando Dio diede loro le sue leggi. Là c’erano le fiamme, la caligine, le tenebre e la tempesta. 19 Voi non dovete udire squilli di tromba spaventosi, e neppure una voce tanto terribile, che quelli che la udirono pregarono Dio di non parlare più. 20 Infatti gli Israeliti non potevano sopportare il divieto di Dio: « Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata »21 Mosè stesso rimase talmente spaventato davanti a quello spettacolo terribile che disse: « Ho paura e tremo »22 Voi, invece, vi siete avvicinati al Monte Sion, alla città del Dio Vivente, la Gerusalemme del cielo. Vi siete accostati ad una miriade di angeli gioiosi, tutti riuniti in assemblea, 23 composta dai primogeniti di Dio che hanno il proprio nome scritto nel cielo. Vi siete avvicinati a Dio che è giudice di tutti, agli spiriti degli uomini giusti finalmente portati alla perfezione. 24 Vi siete avvicinati a Gesù stesso, che ci ha portato il suo nuovo patto meraviglioso; al suo sangue sparso che porta il perdono, anziché gridare vendetta come quello di Abele. 25 Perciò fate bene attenzione! Non rifiutate di ascoltare colui che vi parla. Perché, se non scamparono gli Israeliti, quando si rifiutarono di ascoltare il Signore, tramite Mosè qui in terra, tanto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a Dio che ci parla dal cielo! 26 Quand’egli parlò dal Monte Sinai, la sua voce fece tremare la terra, ma:« La prossima volta », ha promesso il Signore, « non scuoterò soltanto la terra, ma anche il cielo ». 27 Con queste parole Dio intende che, delle cose create, eliminerà tutte quelle che non hanno solide fondamenta, perché rimangano soltanto quelle incrollabili. 28 Siccome abbiamo un regno che non può essere distrutto, cerchiamo dunque di piacere a Dio, servendolo con cuore riconoscente, con timore e rispetto. 29 Perché, come dicono le Scritture, il nostro Dio è anche « un fuoco che consuma ».

Non rifiutare, non voltare le spalle a chi ti sta parlando dall’alto, non considerare Dio come un optional, dove ubbidire o non ubbidire è indifferente, dove quando hai bisogno lo cerchi e quando tutto va bene (secondo te), non è momento di cercarlo.

Non fare Dio a tua misura, secondo te, secondo le tue esigenze, i tuoi desideri, senza onoralo, 

Rifiutare il suo messaggio, prenderlo alla leggera, riceverlo con superficialità, può essere molto pericolo:
Vers 25 Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo.

Cosa accadrà:
Verso 27 Con queste parole Dio intende che, delle cose create, eliminerà tutte quelle che non hanno solide fondamenta, perché rimangano soltanto quelle incrollabili.
Perchè affannarsi tanto in questo mondo per edificare un qualcosa di instabile che crollerà, che verrà distrutto, che ti porta ad essere indifferente la messaggio per la tua vita?

Cosa devi fare:
verso 28 Siccome abbiamo un regno che non può essere distrutto, cerchiamo dunque di piacere a Dio, servendolo con cuore riconoscente, con timore e rispetto.


Se stai ascoltando il messaggio di Dio, non rimanere indifferente, non continuare ad indurire il tuo cuore, non rimanere nelle tue faccende ecc ecc…, perchè l’indifferenza ti porta alla morte.

Agisci come Maria:

Luca 10:39-42La Bibbia della Gioia (BDG)

39 Ella aveva una sorella, Maria, che, dopo essersi seduta ai piedi di Gesù, lo ascoltava mentre parlava. 40 Marta, invece, era molto affaccendata per il pranzo che stava preparando per loro. Ad un certo punto si avvicinò a Gesù e disse: « Signore, ti sembra bello che mia sorella se ne stia qui seduta, mentre sono io che faccio tutto il lavoro? Dille di venire ad aiutarmi! » 41 Ma il Signore le disse: « Marta, Marta come te la prendi per tutte queste piccole cose! 42 Invece, c’è solo una cosa di cui valga la pena di preoccuparsi. Maria l’ha scoperta e nessuno gliela porterà via! »