LE PECORE.

Giovanni 10:16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore

È importante conoscere le pecore come animali, per capire il contesto spirituale.

Qui Gesù parla molto bene delle pecore
Giovanni 10:1-21

Lo stesso per esempio nella parabola del figliol prodigo.

Alcuni punti importanti.

1. Conoscere la vita di una pecora.
2. Sapere se la pecora conosce al pastore.
3. Ha mai vissuto veramente come pecora?

1. Conoscere una pecora:
Un pastore conosce una pecora, perché la pecora non ha ragionamento proprio, è mansueta, non può vivere da sola, non può cibarsi da sola, non può liberarsi da sola, quindi vive vicino al pastore e il pastore la conosce.
Una pecora che non vuole stare vicino, ecc ecc… Non è vera pecora.
IL PASTORE NON LA PUÒ CONOSCERE.

2. Sapere se la pecora conosce il pastore:
Se una pecora conosce al suo conosce la sua voce, quando la chiama le risponde, sa che il pastore le da un buon cibo, sa che dove vive e al sicuro, quindi non si allontana dal pastore e non esce da dove il pastore la ha messa.

3. Ha mai vissuto come pecora?:
Forse un fallimento (punti 1. e 2.), molte volte si deve ancora iniziare ad essere pecore.

Detto questo Gesù lascia le 99 per una perché quella lui la conosce, la pecora conosce lui, quindi al chiamarla risponde, perché??? Perché sola riconosce di non farcela e sa di avere bisogno di un pastore.

Luca 15:11-32
Il figliol prodigo è tornato da solo…
Ha il padre (rappresentando Gesù), fermato il figlio?
È andato il padre o ha il padre mandato qualcuno a cercarlo?

Perché questo non è successo???

Non era ancora una pecora (spiritualmente).

È diventata pecora al suo ritorno.

Una vera pecora permette al pastore di conoscerla, e impara a conoscere il pastore.

Conosci al tuo pastore?
Hai “permesso” al tuo pastore di conoscerti?

Dio ti benedica